Parliamo di certificazioni. Sì perché ci sono una montagna di discorsi interessanti da fare. In primo luogo bisogna esse…

Parliamo di certificazioni.
Sì perché ci sono una montagna di discorsi interessanti da fare.
In primo luogo bisogna essere giusti e capire che una certificazione, da sola, certifica che sai fare certe cose……..ma non garantisce che uno poi le faccia. O se le ricordi.
Certo, un discorso che vale per tutti, peró pensate ad una certificazione fatta ad un professionista, con partita iva, che fa 2-3mila racchette l’anno: in questo caso , oltre alla certificazione, si somma l’aspetto più importante che é l’esperienza.
Incordare tanto vuol dire avere una casistica importante sia come tipo di telaio e sia come feedback dai clienti.
Fare tante faccette permette di affinare la tecnica , di avere una grande casistica su corda/telaio/tensione/giocatore e tutto questo ricade positivamente sui consigli che poi si possono dare ai clienti.
Una certificazione senza partita iva o facendo altri lavori, non solo mette in condizioni di lavorare in nero, cosa illegale, ma permette di avere una sorta di autorità nell’ambiente che non sempre si trasforma in capacità: usare spesso macchine manuali o dal basso costo non garantisce, a parità di capacità, gli stessi risultati di macchine più professionali ed incordare poche racchette a settimana (spesso usando anche corde scadenti per avere più margine perché non si ha accesso ai listini dei negozi) non dà quella padronanza della professione e la possibilità di avere le migliaia di feedback che negli anni ha accumulato un professionista del mestiere da svariate migliaia di incordature all’anno.
E attenzione, non si finisce mai di imparare e ci vuole passione, tutti poi possono fare errori, ma sulla quantità di uno specializzato l’incidenza é molto più bassa.
Per cui : vale la pena rinunciare ad uno specializzato per un garagista per risparmiare pochi euro ad incordatura?
Secondo me no, perché la scelta ed i consigli che avete in negozio difficilmente li troverete da chi lo fa come secondo o terzo lavoro, senza contare che eticamente si dà da lavorare a qualcuno che non paga le tasse.
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